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Token TITAN, da 65 a 0 USD in 7 giorni. I motivi dell’azzeramento

Le parabole dei crypto token e delle criptovalute delle volte possono essere assai brevi e il caso del token TITAN lo dimostra. Questo token ancora una volta dimostra come troppi crypto investitori si basino sulle sole parole di un presunto “guru”, e come agiscano soltanto in base ai consigli di questi: non funzionano così i mercati finanziari e men che meno i crypto asset.

TITAN (IRON Titanium Token) è un token operante sulla piattaforma Polygon ed attendeva un audit per essere accolto anche sulla Binance Chain. Si presenta come un token legato allo stablecoin multi-chain parzialmente collateralizzato IRON. Quest’ultimo in parte è sostenuto proprio da TITAN (al 25%) e per la parte restante (75%) è legato allo stablecoin USDC.

Il prezzo del token aveva raggiunto su QuickSwap il valore corrispondente a 65 USD il 16 giugno (Coingecko riporta 64,04 USD e Coinmarketcap 52 USD come massimo), poi il crollo a 33 USD e un lieve rimbalzo a 51,46 USD nello stesso giorno, quindi lo stallo e l’impatto al suolo al prezzo attuale di 0,00000003 USD.

Cosa è successo al token TITAN?

Il prezzo di questo “pacco” è stato pompato dalle parole di Mark Cuban, il quale il 13 giugno aveva scritto del suo coinvolgimento nel progetto attraverso il DEX QuickSwap, offrendo la sua liquidità in DAI per supportare gli scambi (DAI/TITAN).

Quindi la corsa all’acquisto da parte dei suoi follower, ma qualcuno dietro le quinte (una balena?) con ampie disponibilità del token già operava e così quando il prezzo è cresciuto ha venduto tutto per incassare il guadagno a danno degli altri. I mercati sono stati inondati del token TITAN da poco coniato e il suo prezzo è sceso a poco più che zero.

Cuban dice di essere stato colpito come gli altri.

L’epilogo

Gli sviluppatori di IRON hanno avvertito che a breve posteranno un comunicato post-mortem per spiegare che appunto il progetto è morto nel giro di 7 giorni.

Intanto quanti avevano vincolato i propri USDC per ottenere in cambio la criptovaluta IRON, potranno ritirare per ritornare in possesso dello stablecoin USDC.

Chi invece è rimasto con i token TITAN tra le mani ha perso sostanzialmente tutto.

Gli errori

Quando si consiglia di leggere bene i progetti prima di acquistare la criptovaluta o il token, è appunto per evitare tali situazioni.

Rileggendo quanto scritto in apertura circa il modo in cui questo sistema è stato costruito, si comprende che quanto meno si è trattato di un progetto azzardato.

Il primo campanello d’allarme. IRON è uno stablecoin che ha come collaterale un altro stablecoin (al 75%) e in parte è legato al valore del token TITAN creato dal team di sviluppo stesso.

Il secondo campanello d’allarme. Un “guru” che dice di aver messo a disposizione la sua liquidità per questo token, e che per agevolarne l’acquisto ha imposto una bassa commissione sullo swap. Ha un interesse personale oppure no?

Terzo campanello d’allarme. Il token è stato supportato solo da QuickSwap e da nessun altro exchange centralizzato o decentralizzato. La base era stretta, ed era chiaro che potevano bastare anche 200 mila USD di token messi in vendita per scatenare il panico. Ed è quanto è accaduto.

fonte FxEmpire