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Bce, l’inflazione simmetrica e tassi interesse bloccati: il post-pandemia

Da almeno l’estate del 2020 si afferma che il post-pandemia non sarà un ritorno alla normalità, ma una nuova normalità e le banche centrali stanno rendendo manifesta questa “profezia”.

La Banca centrale europea (Bce) ha deciso come noto di cambiare il modo in cui garantisce la stabilità dei prezzi nell’area dell’euro decidendo di compiere tutti gli sforzi per mantenere l’inflazione al 2%, considerando negativamente sia un ribasso che un rialzo sopra tale soglia.

Si passa da una inflazione prossima ma inferiore al 2%, ad una inflazione simmetrica.

Ma essendo l’attuale inflazione al di sotto del nuovo target, la Bce ha deciso di proseguire l’attuale strategia di politica monetaria ed ha rivisto la forward guidance sui tassi di interesse. La Bce resta “costantemente accomodante per raggiungere il suo obiettivo di inflazione”.

“A sostegno del suo obiettivo simmetrico di inflazione al due per cento e in linea con la sua strategia di politica monetaria, il Consiglio direttivo si aspetta che i principali tassi di interesse della BCE rimangano ai livelli attuali o inferiori finché non vedrà l’inflazione raggiungere il 2 per cento ben prima della fine del suo orizzonte di proiezione e in modo duraturo per il resto dell’orizzonte di proiezione, e giudica che il progresso realizzato nell’inflazione sottostante sia sufficientemente avanzato da essere coerente con la stabilizzazione dell’inflazione al 2% nel medio periodo. Questo può anche implicare un periodo transitorio in cui l’inflazione è moderatamente al di sopra dell’obiettivo”, si legge nel comunicato pubblicato dalla Bce.

Il Pepp prosegue

Il Pandemic emergency purchase programme (PEPP) prosegue come stabilito, ed anzi, proseguirà “nel corso del trimestre in corso a un ritmo significativamente più elevato rispetto ai primi mesi dell’anno”.

Ma non solo, perché il Consiglio direttivo della Bce ha stabilito anche che sono confermate le altre “misure a sostegno del suo mandato di stabilità dei prezzi, vale a dire il livello dei tassi di interesse chiave della BCE, i suoi acquisti nell’ambito del programma di acquisto di attività (APP), le sue politiche di reinvestimento e le sue operazioni di rifinanziamento a lungo termine”.

Cosa accade ora nella politica monetaria?

La Banca centrale europea, quindi, stabilisce come obiettivo un rialzo dell’inflazione al 2% non accontentandosi più di una inflazione che resta bassa, ed è pronta a tollerare anche un rialzo sopra tale soglia senza far venire meno il quantitative easing e lasciando i tassi di interesse bloccati ai livelli attuali:

  • 0 sulle operazioni di rifinanziamento principali;
  • -0,25% sulle operazioni di rifinanziamento marginale;
  • -0,50% sui depositi.

Questo significa che la Bce non ha alcuna intenzione di mettere in atto una iniziativa di tapering come forse farà la Fed, almeno fino a marzo 2022, tuttavia anche dopo la politica monetaria dell’Eurotower potrebbe non cambiare di molto.

Tuttavia a settembre ne sapremo di più sul PEPP e il suo futuro, durante il meeting di settembre del Consiglio direttivo.

Il commento di Generali Investments

Generali Investments ha emesso un documento di tre pagine poco dopo la decisione dell’Eurotower in cui ha riassunto le scelte della banca centrale ed ha espresso il suo parere sulle decisioni prese.

“Alla fine ci aspettiamo che la BCE non annunci meno acquisti del PEPP ma che lo gestisca alla velocità attuale fino alla sua scadenza nel marzo 2022. Vediamo un rafforzamento degli acquisti di APP con una componente legata alla pandemia subito dopo, consentendo così ancora una flessibilità tra le classi di attività e i Paesi nel caso dei titoli di Stato per garantire condizioni di finanziamento sempre favorevoli”.

fonte FxEmpire